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Colonnine per uffici, acqua depurata!

Quante volte siete nel vostro ufficio, avete sete, guardate il classico boccione d’acqua “plasticoso” e dite: “Piuttosto che bere quella roba mi tengo la sete”? Diciamoci la verità, se avete un ufficio, uno studio, una palestra o un qualsiasi esercizio pubblico siete obbligati ad avere un distributore dell’acqua e la soluzione più comoda/economica è sempre stata il caro e vecchio “boccione”. Costi eccessivi, scomodità nel trasporto, spreco delle bottiglie “mezze piene”, difficoltà nel tenere l’acqua in fresco e nello smaltire i vuoti vi hanno indotto a rinunciare alle classiche “casse d’acqua”. E allora avete cominciato a pensare che la soluzione più pratica ed economica fosse quella di installare nei vostri spazi comuni i classici boccioni di plastica. Ma da oggi esiste una chance in più, decisamente migliore, più comoda e meno costosa. Si tratta di EASY DRINK, l’innovativo prodotto marchiato TECNOECO. EasyDrink non è altro che un depuratore che può essere sia ad “osmosi inversa” che a microfiltrazione, collegabile direttamente alla rete idrica del vostro ufficio o del vostro luogo di ritrovo. Il funzionamento è semplicissimo e corrisponde a una classico impianto a “osmosi inversa”. L’ingresso dell’acqua di rete nel sistema genera automaticamente un doppio flusso di uscita: l’acqua filtrata osmotizzata, dopo il passaggio attraverso la membrana, viene convogliata nella tanica di stoccaggio (capacità di circa 10 litri), mentre il concentrato di reiezione viene convogliato direttamente nello scarico.

L’osmosi inversa è un sistema di depurazione completo,  non si parla quindi di una semplice filtrazione attraverso memebrane.

Il sistema EasyDrink presenta dunque tutta una serie di vantaggi rispetto all’ormai desueto “boccione”. Non esistono più vuoti a rendere, non ci sono problemi di approvvigionamento (perchè c’è il collegamento diretto alla rete), è possibile avere anche l’acqua gassata o addirittura l’acqua calda per thè e infusi, ma soprattutto non ci sono più costi di acquisto delle forniture e, “the last but not the least” la qualità dell’acqua è di livello impareggiabile. Tecnoeco, da sempre attenta soprattutto alla salute dei suoi clienti e del loro portafoglio, assicura un’elevata qualità dell’acqua oligominerale garantita nel tempo e consente di rateizzare l’installazione dell’impianto in proporzione alla precedente spesa periodica per i “vecchi boccioni”. EasyDrink si può trovare in 3 versioni: la NATURE che fornisce acqua naturale a temperatura ambiente e refrigerata, la BREAK che eroga anche acqua calda e infine la SUPERIOR che aggiunge addirittura l’acqua gassata.

Le nostre colonnine si possono installare anche in locali aperti al pubblico, con rilascio del foglio HCCP. Inoltre le colonnine con microfiltrazione possono essere installate anche in uffici che non hanno la presenza di scarichi poiche questo tipo di sistema non li prevede.

Con EasyDrink non vi capiterà più di dire: “Piuttosto mi tengo la sete”, ma soprattutto non vi capiterà più di dire: “Nooo ho sete, ma l’acqua è finita”.


Anche le “Iene” parlano dell’inquinamento dell’acqua!

La recentissima inchiesta delle IENE, il programma di Italia 1, ha portato all’attenzione del grande pubblico il tema dell’inquinamento delle falde acquifere che da decenni minaccia il nostro paese. Un problema che le istituzioni hanno sempre sottovalutato o addirittura ridimensionato e che anche i mezzi di informazione non hanno mai denunciato adeguatamente. Per fortuna, anche se in maniera molto tardiva, stampa e tv stanno prendendo coscienza della gravità di alcune situazioni e stanno invitando le istituzioni preposte a prendere provvedimenti. In alcuni casi, purtroppo, le maggiori responsabilità sono proprio delle istituzioni, per esempio l’istituto Superiore di Sanità che innalza le soglie di tolleranza dell’inquinamento idrico pur di far rientrare alcuni casi nei parametri consentiti. Clamoroso è quello denunciato proprio dall’inchiesta del programma di Italia 1 qualche giorno fa nel servizio realizzato dalla brava Nadia Toffa.

L’inchiesta si occupa del “caso Miteni”, un’industria che sorge proprio sopra la falda acquifera deputata a rifornire le province di Vicenza, Padova e Verona. Quest’azienda genera i “Pfass”, materiali che vengono correntemente utilizzati per vari tipi di produzioni, dalle pentole ai cartoni della pizza. Si tratta di sostanze altamente inquinanti che per decenni hanno compromesso la sanità dell’acqua di queste zone, acqua utilizzata quotidianamente per opere pubbliche come le irrigazioni dei campi e il mantenimento degli allevamenti, ma anche per fini domestici, banalmente l’acqua che per tanti anni è uscita dai rubinetti delle case di queste province. Soltanto nel 2013 l’ARPAV (Agenzia per la protezione ambientale del Veneto) ha fatto suonare l’allarme e la Direzione della Sanità regionale ha imposto i sistemi di filtraggio alla fabbrica. Filtri che peraltro, sottoposti a numerosi test, non hanno garantito il 100% delle performance in tutti i mesi dell’anno: nei mesi più caldi infatti questo sistema si deteriora e i valori dell’acqua rimangono sopra le soglie di inquinamento. Un caso analogo a quello della Fabbrica Dupont che negli USA ha dovuto riconoscere ai cittadini delle zone colpite un risarcimento complessivo di 300 milioni di $. In Veneto invece nessuno ha risarcito gli abitanti delle zone “inquinate” per anni. Tra l’altro, proprio in queste tre province e in particolare nelle zone limitrofe alla fabbrica, si è riscontrato un aumento considerevole di diabete, colesterolo, problemi tiroidei e tumori dei reni e dell’apparato genitale. Si tratta proprio delle patologie provocate dalla presenza di questi “Pfass” nel sangue. La popolazione di queste zone è stata sottoposta a controlli ematici su 500 campioni e la percentuale di valori ampiamente sballati a causa della larga presenza di PFOA è stata a dir poco preoccupante. Non parliamo poi degli ex operai della stessa fabbrica, molti dei quali sono stati colpiti proprio dalle patologie sovraelencate. Si tratta di sostanze che impiegano interi lustri per essere smaltite dall’organismo, con l’aggravante che essendo presenti nell’acqua, quindi nella vita di tutti i giorni, vengono continuamente istillate nel sangue fino a che non si smette di bere e assumere “acqua contaminata”. Ovviamente i più esposti a questo tipo di rischi sono i “consumatori diretti” quindi gli abitanti delle tre province venete. Ma trattandosi di una zona della Pianura Padana ad altissima concentrazione di coltivazioni e allevamenti animali, il rischio è estendibile alla popolazione di tutta Italia. Infatti i campi vengono sempre irrigati dall’acqua contaminata e gli animali degli allevamenti bevono dai pozzi inquinati. C’è addirittura un’aggravante, infatti, molti pozzi della zona sono addirittura “indipendenti” dai sistemi di filtraggio installati dalla regione e prendono l’acqua direttamente dalla falda sottostante alla fabbrica. Questa situazione poco pubblicizzata, ma davvero drammatica è resa ancora più grave, come dicevamo prima, dai parametri imposti dalle istituzioni. Prendiamo ad esempio sempre il PFOA, cioè la sostanza incriminata. In Italia la soglia di “inquinamento” è fissata a 530 nanogrammi per litro. Negli USA è fissata a 70 nanogrammi, in Germania a 100. Gli studi tedeschi di tossicologia ambientale considerano PFASS e PFOA, sostanze a rischio cancerogeno. La cosa incredibile è che sostanze come queste, altamente nocive anche a basse concentrazioni, vengano “trattate” così diversamente a seconda del paese. Se ne deduce che la “tolleranza” imposta dal nostro Istituto di Sanità sia di oltre 5 volte superiore a quella di un altro paese dell’Unione Europea. Non si capisce come sia possibile che questo venga consentito, ma si capisce molto bene il motivo per cui le maglie dei nostri controlli siano molto più larghe. Semplice: più alta è la soglia dell’inquinamento, meno industrie risultano “irregolari”. Della salute dei cittadini, peccato, non interessa alle nostre istituzioni. E questa è una delle ragioni per cui i cittadini italiani devono pensare da sé a tutelare maggiormente la loro salute. In questo caso, per prevenire i rischi elevatissimi dell’inquinamento idrico l’unica soluzione è attrezzare la propria casa con un autonomo impianto di depurazione. E se possibile, produrre nel modo più autonomo possibile anche gli alimenti. Ovviamente utilizzando la “propria” acqua depurata. Visto che lo “stato” non è in grado di garantirla.

Per chi volesse vedere il servizio completo, questo è il link: http://mdst.it/03v653127/

 


L’estate sta finendo e un’… acqua se ne va

Parafrasiamo una vecchia canzone dei Righeira nel pieno degli anni 80 per sintetizzare il concetto con un sorriso. Agosto è passato e anche questa estate sta volgendo al termine. Tra poco ricominciano le scuole, si riprende a lavorare, insomma si è tornati alla routine di tutti i giorni. Perciò la giustificazione: “Ma sì, lo facciamo dopo le vacanze. Rimandiamo tutto a settembre” non vale più. E’ arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. E tra i propositi che tutti noi ci poniamo per la nuova stagione c’è quello di “curare meglio la nostra salute, il nostro corpo”. Siamo pronti a iscriverci nuovamente in palestra, qualcuno va a correre, qualcun altro va a nuotare. I sensi di colpa dopo la “grigliatona” di Ferragosto ci fanno ricordare le diete dimenticate. E allora torniamo dal nutrizionista, togliamo i carboidrati, basta dolci. I più ardimentosi si propongono anche di smettere di fumare. Insomma con l’inizio di settembre ci proponiamo di trattare meglio il nostro corpo. Spesso però ci dimentichiamo dell’elemento fondamentale: l’acqua. Chissenefrega se nei “gavettoni” del 15 agosto c’era un’acqua impura, l’importante è cominciare la nuova annata pensando anche all’acqua, parte integrante fondamentale e troppo spesso trascurata della nostra vita quotidiana. E allora quale migliore occasione dell’inizio di settembre per pensare davvero di migliorare le nostre condizioni di vita e dotare il nostro appartamento di un sistema di depurazione dell’acqua. Parliamo sia dei cosiddetti “addolcitori” che incidono sull’utilizzo dei nostri elettrodomestici, ma soprattutto dei depuratori a osmosi inversa che ci permettono di “bere” bene anche e soprattutto l’acqua del rubinetto. Tra i propositi settembrini, oltre alla salute, non manca mai un’attenzione particolare al portafoglio, massacrato dalle spese estive per le vacanze. E l’idea di “depurare” la nostra acqua e abbandonare il nostro vecchio stile di vita è compatibile anche con le esigenze della nostra economia domestica. Si tratta infatti di una piccola spesa per un grande risparmio. Un risparmio duplice che attiene sia l’ambito fiscale sia quello economico. Infatti acquistando un addolcitore d’acqua entro il 31 dicembre 2016 si ha diritto alle detrazioni straordinarie nella propria dichiarazione dei redditi, come vi avevamo già spiegato nel precedente articolo. Ma il vero grande risparmio è riscontrabile proprio nella quotidianità: avete infatti mai pensato quanto risparmierete evitando di comprare l’acqua in bottiglia e utilizzando direttamente quella che esce dai vostri rubinetti? Acqua che oltretutto pagate per tutta la vita al Comune di residenza. Tutti i soldi che non spenderete nell’acquisto di bottiglie saranno soldi risparmiati. Senza contare che l’acqua “depurata” dei rubinetti è molto più sana di quella contenuta nelle bottiglie che comprate al supermercato. Senza contare la fatica evitata per portare a casa le pesanti casse d’acqua, anche perché, ricordatevelo, oltre alla “nuova acqua” da settembre avete in programma la palestra, la dieta ecc ecc


L’acqua e gli animali domestici

Gli animali domestici come cani e gatti, riconoscono la #qualità dell’acqua. Questa frase vi sembrerà strana poichè avrete visto sicuramente i vostri “amici pelosi” bere da pozzanghere, sotto vasi, leccare pavimenti umidi e tanto altro. Questo loro comportamento è dettato principalmente dalla necessità di bere e dall’istinto naturale.

Sicuramente vi sarà però capitato di vedere cani e gatti bere solamente acqua che scorre, ad esempio da una pompa o da un rubinetto accessibile, questo dovrebbe farvi capire come gli animali prediligano dell’acqua fresca e pulita, esattamente come noi.

Provate a mettere due ciotole vicine: Una con acqua depurata e una con l’acqua che davate loro fino a ieri…
Sarete SORPRESI di vedere quale sceglieranno. Il fiuto degli animali è infallibile e non avranno esitazione a scegliere l’acqua depurata e filtrata.

L’acqua è fonte di vita sia per noi che per i nostri animali, scegliere di bere acqua buona e pulita è fondamentale per la nostra salute tanto quanto per i nostri piccoli amici.
#tecnoeco


Acqua più pura e tasse più leggere

Gli addolcitori d’acqua sono salutari per i vostri elettrodomestici, ma intervengono anche un po’ più in basso… direttamente sul vostro portafoglio. Perdonate la “freddura” ma l’immagine rende bene l’idea di come installare un addolcitore d’acqua in un appartamento o direttamente in un condominio comporti un significativo beneficio fiscale. “Interventi di recupero del patrimonio edilizio abitativo”: in questa categoria rientra l’installazione degli addolcitori d’acqua domestici in base alla Circolare n. 20 della Direzione Centrale Normativa dell’Agenzia delle Entrate pubblicata il 13 maggio 2011. Al punto 2.3 lettera di suddetta comunicazione infatti l’Agenzia delle Entrate precisa che:

 

<<Gli addolcitori per abbattere il calcare degli impianti idrici delle abitazioni possono fruire della detrazione IRPEF del 36% e dell’aliquota IVA del 10%, purchè l’installazione comporti modificazioni strutturali integranti opere di manutenzione straordinaria dell’abitazione e/o degli impianti relativi, come definite dalla Circolare 57/E del 24 febbraio 1998 al paragrafo 3.4>>

 

Dunque l’Agenzia delle Entrate autorizza la detrazione IRPEF per l’installazione degli addolcitori ponendo una condizione contenuta nella Circolare del 24 febbraio 1998 che andiamo a riprendere e che ci conferma l’effettiva applicabilità di tale sgravio fiscale nella dichiarazione dei redditi di ogni contribuente:

 

Gli interventi di manutenzione straordinaria riguardano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici […]

La manutenzione straordinaria si riferisce ad interventi, anche di carattere innovativo, di natura edilizia ed impiantistica finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari […]

A titolo esemplificativo sono ricompresi nella manutenzione straordinaria i seguenti interventi: […]

– realizzazione ed integrazione di servizi igienico-sanitari, senza alterazione dei volumi e delle superifici.

 

Per semplificare dalle due Circolari emerge che la detrazione fiscale è ammissibile per l’installazione degli addolcitori d’acqua poiché si tratta di “manutenzione straordinaria” della singola unità abitativa o del condominio. La stessa detrazione non è invece applicabile ad esempio per l’installazione del classico “depuratore d’acqua”. Esso infatti non è compreso nella casistica dettagliata dall’Agenzia delle Entrate. E non potrebbe essere altrimenti poiché autorizzare lo sgravio fiscale per un “depuratore” significherebbe ammettere che l’acqua erogata dagli acquedotti comunali non è “pura”. L’escamotage dell’addolcitore atto ad “abbattere il calcare” consente invece alle istituzioni di invogliare i contribuenti ad installarlo con un vantaggio economico, che è conseguenza diretta di un miglioramento delle loro condizioni di vita e salute.

Ma non è finita qui, anzi il bello deve ancora venire. Vi abbiamo enunciato la normativa-base dell’agevolazione fiscale, che poi è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 entrato in vigore il 1 gennaio 2012 ed inserita tra gli oneri detraibili dall’IRPEF. Tale legge, come già spiegato, prevede la detrazione del 36% delle spese sostenute fino a un ammontare complessivo non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Oltre all’applicazione dell’IVA ridotta al 10% invece del canonico 22%. Quindi un doppio risparmio.

Ma come detto non è finita: la legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 28 dicembre 2015) ha infatti prorogato fino al 31 dicembre 2016 il decreto legge n. 83/2012 che ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio. Per farla breve, tutti coloro che installeranno un addolcitore d’acqua nella loro unità abitativa o nel loro condominio con fattura emessa entro il 31 dicembre 2016 potranno detrarre non il 36%, bensì il 50% delle spese dalla loro dichiarazione dei redditi. E potranno farlo fino a 96.000 euro invece che fino a 48.000 euro di ammontare totale della spesa. A partire dal 1 gennaio 2017 quindi la detrazione tornerà ad essere del 36% e non più del 50%, un motivo in più per interessarsi in fretta e usufruire di questa conveniente agevolazione fiscale che vi farà risparmiare parecchio denaro.

Insomma un’occasione da non perdere per coloro che sono interessati a migliorare la qualità della loro acqua,dei loro elettrodomestici della loro vita. E in parte, anche del loro portafoglio.

 

NB Piccola raccomandazione da “commercialista”. Conservate la fattura emessa a vostro nome dall’installatore dell’impianto di addolcimento dell’acqua e allegatela alla dichiarazione dei redditi del luglio successivo. Se invece l’impianto è stato installato dal condominio fatevi produrre dall’amministratore l’estratto della fattura con l’importo corrispondente alla quota parte dei vostri millesimi e portate quel documento in detrazione, sempre nel modello di dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento.


A cosa serve l’impianto ad OSMOSI INVERSA

Molti di voi non sapranno nulla riguardo gli impianti ad “osmosi inversa”, altri ne avranno sentito parlare e stanno sicuramente cercando di capirne di più.

Prima di capire però come funziona un impianto di depurazione, dovremmo capire perchè è importante usarlo, e allora è facile per tutti cominciare a pensare al ciclo che compie l’acqua prima di sgorgare dal vostro rubinetto.

CIELO – TERRENO – ROCCIA – TUBATURE

Al termine di questo percorso l’acqua subisce 3 tipi di inquinamento: Aereo – Terrestre – Minerale.

E’ vero, in alcune città vengono resi pubblici i dati relativi ai test effettuati nella centrale idrica e questo vuol dire che in quel momento l’inquinamento terrestre e minerale viene annullato, ma vi siete mai chiesti cosa succede all’acqua nei chilometri di tubature che separano casa vostra dalla centrale idrica?

Se voleste una risposta molto probabilmente non sareste in grado di darvela poiché per capirlo si dovrebbe fare un test professionale direttamente a casa vostra.

Pensate che sia sufficiente comprare l’acqua minerale in bottiglia e bere quella? E allora il caffè, il brodo, l’acqua dentro cui bollite la pasta? non immaginate quanto tutto ciò influisca sul vostro BENESSERE!

Gli impianti di osmosi inversa servono a GARANTIRVI un’acqua PERFETTA e ciò contribuirà notevolmente al miglioramento della vostra qualità di vita e salute!

Vuoi sapere se la tua acqua è veramente idonea al consumo? Contattaci!

‪#‎TecnoEco‬ ‪#‎Depuriamoci‬ ‪#‎Lacquaèimportante‬


Pesticidi e insetticidi sono “veleno” per la nostra acqua

Ci sono pesticidi e insetticidi nell’acqua che usiamo tutti i giorni per bere, lavarci e cucinare la pastasciutta? Purtroppo la risposta a questa domanda è: SI. Ce lo dimostrano i dati allarmanti di un recente studio dell’ISPRA, ossia l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Il rapporto sulla presenza di pesticidi nelle acque fa capire come non si tratti di un fenomeno sporadico, marginale oppure legato soltanto ad alcune aree particolarmente esposte. Focalizziamoci ad esempio sul caso della Lombardia, regione nella quale sono stati evidenziati ben 193 comuni in cui vengono superati gli standard consentiti dalla qualità ambientale (SQA). Addirittura sono stati 237 i punti in cui si è riscontrata questa anomalia nei campioni d’acqua analizzati. Ragionando per percentuali in Lombardia il 55,4% dei punti monitorati non è “a norma”. Questo significa che più della metà dei punti presi in esame ha fatto registrare una presenza “sospetta” di pesticidi o insetticidi nelle acque. La situazione peggiora notevolmente se confrontiamo le acque superficiali e le acque sotterranee: infatti nelle prime è stata riscontrata un’anomalia nel 78.5% dei punti monitorati e nel 38.6% dei campioni analizzati. Mentre nelle acque sotterranee si è registrata una presenza di pesticidi nel 41,3% dei punti monitorati e nel 32% dei campioni analizzati. Ovviamente le acque superficiali sono quelle che hanno una maggior attinenza con la nostra vita quotidiana.

La Lombardia fa registrare dunque una situazione a dir poco allarmante, ma almeno può fregiarsi del titolo di regione “più” controllata”. Le percentuali di “avvelenamento” acqueo da pesticidi infatti sono rilevanti, ma sono anche figlie di un controllo capillare che invece è assente in altre regioni. In 5 regioni italiane addirittura non si effettuano nemmeno controlli sugli standard di qualità ambientale. La grande efficienza del monitoraggio lombardo dunque ha dato la possibilità di portare “a galla” (è proprio il caso di dirlo) un problema che invece ha un grande significato a livello nazionale. Certo, da questo punto di vista la Lombardia è all’avanguardia, ma c’è ancora molto da fare e da “ricercare”. Per esempio bisognerebbe indagare su altre “sostanze proibite” presenti nelle acque sotterranee. Tra queste generano particolari rischi i “nicotinoidi” contenuti nei cosiddetti “insetticidi sistemici” come l’Imidacloprid. Questi insetticidi non vengono spruzzati ma immessi direttamente nei terreni inoculandosi così nel ciclo di vita delle piante e degli insetti impollinatori come le api. L’Imidacloprid è uno degli insetticidi più riscontrati nelle acque italiane.

Ma il vero e proprio “veleno” delle acque italiane, per intenderci quello che ha prodotto gran parte delle anomalie nei rapporti dell’ISPRA è sicuramente il glifosate. Si tratta di un erbicida impiegato sia su colture arboree che erbacee, ma anche per usi non agricoli su aree industriali, civili, argini, lungo strade e ferrovie. Il glifosate è una delle sostanze più vendute a livello nazionale ed internazionale ed è al centro di una diatriba scientifica tra l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Autorità Europea per la sicurezza ambientale. L’OMS ha bollato il glifosate come sostanza “probabilmente cancerogena”, mentre l’EFSA in un recente dossier ha definito “improbabile” il rapporto tra l’erbicida e i tumori. L’Unione Europea sarà chiamata a dirimere questa questione e decidere se prorogare l’autorizzazione all’utilizzo di questo diserbante all’interno dei propri confini. Nel frattempo viene liberamente utilizzato ed è la principale fonte di “avvelenamento” da pesticidi delle nostre acque, sootterranee ma soprattutto superficiali, proprio quelle che beviamo e utilizziamo quotidianamente, senza nessun tipo di protezione.


Testata Kinetico scopri cosa purifica la tua acqua!

Questa è la testata ‪#‎Kinetico‬, un prodotto altamente tecnologico. Oggi vogliamo farvi vedere in 1 minuto come funzionano i prodotti che vi offriamo.

Molti potrebbero pensare che la tencologia di purificazione dell’acqua sia riconducibile ad un semplice “filtro” o “membrana”, questo video vi mostra come i nostri prodotti siano studiati e sviluppati. Vi basterà poco per comprendere la serietà del problema e la nostra esperienza ventennale ci ha permesso di cercare e trovare i prodotti più performanti per mettervi a disposizione il meglio.

L’acqua è la fonte di vita più importante e noi di ‪#‎TECNOECO‬ la mettiamo sempre al 1° posto.


Lo sapevi che l’acqua può provocare danni notevoli al vostro bucato?

Lo sapevi che anche il tuo bucato risente dell’acqua calcarea ?Quando si parla di ‪‎ ‪#‎acqua spesso pensiamo subito a quella da bere invece non è solo quella di cui ci dovremmo preoccupare.

L’acqua che utilizziamo per lavare, è ricca di #‎CALCIO‬ e per questo è POCO INDICATA per i lavaggi, poichè indurisce i tessuti e li sfibra!
Gli addolcitori #‎TecnoEco‬ possono veramente cambiare la tua quotidianità, farti risparmiare tempo e denaro. Non dovrai mai più cambiare i filtri dei tuoi rubinetti o il famoso soffione che si intasa e impedisce di goderti la doccia. Potrai lavare i tuoi panni utilizzando solamente una piccolissima quantità di detersivo e otterrai un bianco perfetto senza dover impazzire cercando prodotti speciali o lavatrici super tecnologiche. La tua caldaia non avrà mai più problemi! Quante volte sentiamo le storie di voi che ci raccontate di come la vostra caldaia nuova abbia necessità di revisione o manutenzione, il calcare è la causa di questi problemi e con i nostri addolcitori la vostra acqua sarà sempre perfetta!


L’acqua del tuo rubinetto è buona?

Gli acquedotti fanno un ottimo lavoro nel fornirci acqua potabile. Ma nonostante questo, l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti non è pura. Scopri con noi come preservare l’acqua che bevi.
..e non solo!



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